I M_Argini del Tevere

Lo scopo della ricerca sviluppata nell'ambito del corso di Architettura dei Giardini e dei Parchi e di Architettura dei Parchi e degli Spazi Pubblici tra il 2001 e il 2006, è stato di unire le metodologie possibili nella progettazione del fiume Tevere nella città di Roma, e quindi di vedere la contrapposizione tra la progettazione di un "paesaggio sensibile" (cioè il paesaggio studiato attraverso l'immagine che noi percepiamo) e quella di un "paesaggio ecologico" (cioè delle fisionomie reali del paesaggio oggetto dell'analisi) come un punto di partenza progettuale.
In questo modo si è considerato lo studio del paesaggio come occasione per superare l'eterno conflitto uomo-natura, soggetto-oggetto attraverso un SISTEMA DINAMICO ("eco-simbolico").
I progetti vogliono ristabilire un rapporto tra la città e il fiume, rendendolo fruibile, attraverso percorsi e attrezzature ricreative, parchi lineari, orti urbani, strutture polifunzionali, ecc., che ne facilitino l'accessibilità e l'uso dai diversi ambiti che lo delimitano.
Il rapporto tra Roma e il Tevere si presenta caratterizzato da scontri e distanze, un dialogo difficile e a volte inesistente. Il "fiume" è un segno naturale che ha condizionato lo sviluppo della città e i suoi piani di trasformazione nel tempo, ma in certi punti della città può leggersi come un lungo "vuoto" che separa e divide. Trovare una chiave di accesso capace di innescare la "metamorfosi" di questo "spazio negativo" in un asse strategico strutturante per la città, è stato l'oggetto di queste esercitazioni.