Il Parco del Colle Oppio

Queste pagine raccolgono gli esiti del corso di Architettura dei Giardini e dei Parchi (1998/99), al quale hanno partecipato circa 60 studenti italiani e dieci Erasmus. Il programma di lezioni e di contributi teorici è stato integrato con una ampia parte di sperimentazione applicata; il tema affrontato - a Roma di grande evidenza - è il rapporto tra Archeologia e Natura; il luogo scelto per il progetto è il Parco di Colle Oppio.

Alla base di questa scelta sta la convinzione che, in particolare a Roma, sia necessario recuperare una capacità di lettura del paesaggio urbano, delle sue stratificazioni, del rapporto tra città archeologica e città contemporanea che necessariamente passa attraverso la capacità di sapere indicare con il progetto una corretta interpretazione dei luoghi.

L'architettura dei giardini, da questo punto di vista, può assumere un ruolo rilevante: dopo le esperienze forse discutibili per il forte formalismo ma spesso riuscite degli anni venti/trenta (Mu–oz, De Vico ecc.), questa disciplina è stata di fatto abbandonata, consegnando il problema dell'assetto delle aree verdi, dei parchi, dei giardini e degli spazi pubblici a sciatti interventi concepiti dagli uffici comunali deputati alla manutenzione dei giardini e degli spazi pubblici cittadini; altrettanto discutibili appaiono gli interventi di"sistemazione a verde" concepiti dalle sovrintendenze archeologiche che, ricorrendo a botanici, vivaisti o agendo in proprio hanno spesso aggiunto piante, aiuole, filari siepi o di alberi come corredo agli scavi operati nelle aree archeologiche, con criterio dell'abbellimento con specie cosiddette "coerenti con il luogo e l'epoca storica".

Come affrontare dunque con attenzione e al tempo stesso con gli strumenti del progetto contemporaneo il rapporto tra scavo archeologico e sistemazione degli spazi pubblici che circondano e spesso si sovrappongono allo scavo?
Come fornire all'archeologo indicazioni per rendere comprensibile l'intervento e tenere conto anche della presenza della città medioevale, ottocentesca, moderna o, soprattutto in periferia, di quella contemporanea?



Negli ultimi quaranta anni -spesso per la scarsezza dei fondi disponibili- gli scavi sono stati condotti in sia nella città centrale che in periferia con la tecnica del "buco della talpa" pochi scavi a una cesta distanza uno dall'altro per capire il più possibile, tecnica utile forse per il ricercatore archeologo ma incomprensibile per il cittadino e per il turista che non capisce il senso dello scavo ma vede recinzioni e ostacoli.

Il Parco del Colle Oppio, realizzato frettolosamente negli anni trenta, in coincidenza con l'inaugurazione dei Fori Imperiali è stato da questo punto di vista un caso esemplare di studio: sovrapposto alle terme di Traiano (che si appoggiano sulla parte non demolita della Domus Aurea) e a quelle di Tito, riempito di terreno di riporto e utilizzato per la coltivazione già in epoca medioevale, trasformato in parco vagamente romantico nel novecento, il giardino non ha una struttura che lo renda comprensibile. I resti delle terme di Traiano (le grandi esedre della biblioteca e del ninfeo ecc.) emergono in un area, a tratti scavata, mancante di una struttura e dove domina -anche per volontà del Munoz- la vista del Colosseo.



Percorrendo il parco è difficile immaginare di stare camminando sopra delle grandi terme romane; capire che le prese d'aria sparse nel giardino (sembrano quelle di una vecchia metropolitana) sono preziosi sfoghi per l'umidità della Domus Aurea è impossibile.

Tema annuale di ricerca è stato dunque il progetto del Parco del Colle Oppio (il giardino realizzato da Munoz negli anni trenta sopra le terme di Traiano e la Domus Aurea, l'area verde sopra le Terme di Tito). L'area ha consentito una articolata sperimentazione di temi: - la definizione dei margini delle Terme di Traiano, - la valorizzazione della strada medioevale che attraversa il parco (via delle Sette Sale) - la messa in evidenza e la sistemazione a parco della grande terrazza delle terme che copre i resti della Domus Aurea. - Il progetto del giardino sopra le Terme di Tito.



Al corso hanno partecipato gli archeologi che stanno curando gli scavi dell'area, botanici con una specifica esperienza sul tema, esperti di progettazione e di progettazione del paesaggio.

I progetti degli studenti presentati nelle pagine che seguono danno conto di questa esperienza.
Sono progetti sperimentali, volutamente fermati ad uno stadio di idea ancora preliminare, ma accurati dal punto di vista della ricerca di una idea fondativa chiara e della sua rappresentazione; una ricerca che tiene conto della storia e dei luoghi ma prova anche a suggerire modi nuovi di affrontare il tema del progetto.

I progetti degli studenti sono stati raggruppati sotto le seguenti tematiche:

MARGINI, COPERTURE




RECINTO, GIARDINI TEMATICI


POETICHE DEL GIARDINO CONTEMPORANEO




LA STRADA, VIA DELLE SETTE CHIESE